LA LEGGENDA DEI SASSI PARLANTI
Nel Giappone Antico,
quando gli uomini non avevano la scrittura,
per comunicare da lontano
cercavano un sasso la cui forma
esprimesse il loro sentimenti
e lo inviavano all’altra persona.
Chi lo riceveva,
dalla sensazione al tatto e dal peso,
capiva le emozioni
di chi l’aveva inviato.
Io stessa,
durante le passeggiate al mare o in montagna,
ho l’abitudine di prendere i sassolini
dalle forme e colori che più mi attirano.
Sentire col tatto la loro superficie
e immancabilmente metterne uno o due in tasca
Questi sassi, da dolci ricordi,
sono diventati delle piccole sculture,
da indossare come ciondoli
o da conservare in una tasca
come rimedio contro lo stress.
Il sasso rappresenta
la resistenza, la compattezza.
Quando ti accorgi di esser vulnerabile,
cercalo e stringilo nella mano:
nella sua apparente immobilità
respira, assorbe, si trasforma,
senza però disperdersi, senza sbriciolarsi.
Anche tu
hai la stessa possibilità di compattarti,
di richiamare all’appello le tue forze
e superare a testa alta le difficoltà.
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