L’immagine del seno è profondamente legata a un atavico ed inconscio principio di fecondazione e nutrimento oltre che simbolo di erotismo, seduzione e sensualità.
Una metafora in bilico tra purezza e peccato.
E’ un elemento del corpo femminile che può essere sottoposto a censura oppure a esibizione, ma al di là delle concezioni personali o sociali che cambiano a seconda dei vari momenti storici, la cosa più bella che una donna può arrivare a percepire, è che il seno deve esser un piacere per se stesse.
E’ qualcosa con cui sentirsi bene, parte fondante del proprio essere femminile in tutta la sua complessità.
É con l’emergere del femminismo degli anni Settanta che il seno non solo viene rivendicato e sottratto al potere maschile ma anche usato come strumento di lotta.
Non è evidentemente una battaglia per il diritto delle donne di stare a seno nudo ogni qualvolta lo desiderino, ma rappresenta piuttosto un tentativo per portare a galla contraddizioni e tabù, contestare l’oggettivazione delle donne e promuovere la desessualizzazione del seno.
Imparare a piacere a sé stessi è un traguardo importante, che restituisce alla persona la capacità di andare nella direzione che sceglie, fare ciò che ama davvero, riconoscendo il proprio valore indipendentemente dallo sguardo di benevolenza dell’altro.